lunedì 9 agosto 2010

L'esplosione sulla petroliera giapponese è frutto un attacco terroristico

Stretto di Hormuz, da una settimana in corso le indagini: trovate tracce di esplosivo

Gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato che la superpetroliera giapponese danneggiata da una esplosione lo scorso 28 luglio nei pressi dello stretto di Hormuz è stata obiettivo di un attacco terroristico. A bordo dell'enorme cargo di 333 metri, secondo quanto emerso dalle indagini, sono stati ritrovati resti di esplosivo. A riferirlo è l'agenzia di stampa degli Emirati Arabi, Wam, che ha citato fonti della Guardia costiera.
L'equipaggio della M.Star aveva riferito di un'esplosione avvenuta intorno a mezzanotte mentre la nave si trovava in acque internazionali tra Iran e Oman. Nella deflagrazione era rimasto leggermente ferito un marinaio, ma la nave non aveva riportato danni che avrebbero potuto provocare una perdita di petrolio. «Un esame effettuato da team specializzati ha confermato che la petroliera è stata oggetto di un attacco terroristico», ha riferito l'agenzia. «Esperti di esplosivo degli Emirati Arabi, che hanno raccolto ed esaminato i campioni, hanno riscontrato un'ammaccatura sul lato destro (dell'imbarcazione) sopra la linea di galleggiamento e resti di esplosivi rudimentali sullo scafo», ha riferito la fonte.
Sulle cause dell'incidente erano state diffuse diverse teorie: dall'onda anomala, alla collisione con un sottomarino nucleare americano. Due giorni fa, un gruppo di miliziani legato ad al Qaeda aveva rivendicato l'attentato parlando di un kamikaze a bordo della nave. Circondato da Iran, Oman ed Emirati Arabi, dallo Stretto di Hormuz passa il 40% delle forniture mondiali di idrocarburi ed è controllato da navi militari americane e di altri Paesi. L'organizzazione di Osama bin Laden aveva minacciato in passato attentato contro le navi che transitano nella zona. Lo scopo evidente, in questo caso, è quello di danneggiare consumatori e venditori di petrolio.
La compagnia giapponese proprietaria della nave dice di non essere certa dell'attacco. Probabimente teme l'aumento dei costi assicurativi.
Si poteva trattare di una ripetizione dell'attacco alla USS Cole, la nave militare americana attaccata nel Golfo nel lontano 2000, quando la guerra al terrorismo, al Qaeda e Osama bin Laden erano solo roba per specialisti? Allora morirono 17 marinai statunitensi e si cominciò a capire cosa stava succedendo - la vicenda è al centro di Syriana, il film del 2005 con George Clooney come protagonista. Probabilmente no, la fase è diversa, la rete di Osama non è più centralizzata e ben organizzata come un tempo e i suoi adepti spesso sono terroristi amatoriali. Resta il problema Golfo: se è così facile organizzare un attentato, anche per dei dilettanti, qual'è il rischio per il traffico di petrolio?
R.E.

Liberazione 07/08/2010, pag 7

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UAE confirms oil tanker attack

http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2010/08/20108683953783853.html

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