mercoledì 27 ottobre 2010

Honduras, il golpe dimenticato

Luther Castillo, medico garifuna e membro della Commissione Comunicazione del Frente Nacional de Resistencia Popular de Honduras è in Italia per far conoscere l’eroica resistenza del popolo honduregno contro il golpe del 28 giugno 2009 e parlare del progetto di rifondazione del paese dopo le elezioni illegittime del 29 novembre 2009.

A distanza di un anno e mezzo dal golpe, nonostante i tentativi di convincere la comunità internazionale che la situazione nel paese sia stata “normalizzata” sappiamo che le repressioni e le violazioni dei diritti umani continuano, così come la resistenza. Vuoi dirci com’è la situazione oggi in Honduras?
Il 28 giugno 2009 è stato infranto l’ordine costituzionale nel mio paese e il governo illegittimo di Pepe Lobo Sosa rappresenta la continuità di quella rottura: le elezioni del 29 novembre avevano come fondamento il golpe e si sono svolte in un clima militarizzato. Oggi coloro che hanno organizzato il golpe hanno il controllo totale dei tre poteri dello stato: legislativo, esecutivo e giudiziario, cioè la base della democrazia.
Gli attuali deputati sono per il 70% gli stessi che componevano il Congresso che ha rimosso Zelaya sotto la surreale definizione di “sostituzione costituzionale”. Si sono auto-amistiati e hanno promulgato leggi che garantiscono l’impunità agli autori di crimini durante e dopo il golpe. I componenti della Magistratura e della Corte Suprema di Giustizia coinvolti nel colpo di stato hanno mantenuto i loro incarichi e continuano ad essere strumenti di persecuzione politica e discredito contro Zelaya e contro i membri del FNRP. Molti degli autori materiali del golpe detengono gli incarichi più importanti come il generale Romeo Vasquez, ex capo dell’esercito e ora ministro delle telecomunicazioni.
Per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani, i dati del VI rapporto del Comité de Familiares de Detenidos Desaparecidos en Honduras (COFADEH), del marzo 2010, sono illuminanti: si parla di più di 1.000 violazioni ai Diritti Umani e ci sono stati 12 giornalisti assassinati. Inoltre il COFADEH ha le prove dell’esistenza di squadroni della morte (www.cofadeh.org). L’organizzazione Reporter senza Frontiere ha inserito il paese Honduras nella lista dei paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti. In tutto questo, nonostante il governo de facto tenti di frammentare il FNRP manipolando l’informazione, e con la repressione e la persecuzione, il Frente allarga la sua base sociale con una resistenza pacifica e quotidiana, promuovendo il processo di rifondazione del paese attraverso la richiesta di una Assemblea Nazionale Costituente.

Qual è la situazione in termini di credibilità del governo di Lobo?
Lobo e il suo governo hanno perso di governabilità perché sono incapace di risolvere la grave crisi politica, economica e sociale del paese. Oggi il governo sta mettendo in atto uno dei progetti neoliberisti più aggressivi degli ultimi tempi: con la Ley Reguladora del Regimen de Partecipacion Publico Privada prosegue con la privatizzazione dei servizi pubblici; viene respinta la richiesta di elevare il salario minimo; è stato lanciato un Plan Nacional Solidario de Empleos Anticrisis, che di fatto autorizza le violazioni alla legge nazionale, alla Costituzione, agli accordi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), spianando la strada al concetto di lavoro a chiamata che porterà precarietà e miseria alla maggior parte della popolazione.
Le continue violazioni ai diritti umani hanno causato perdita di consenso, così come la cancellazione di tutte le misure e i cambiamenti che il governo di Zelaya aveva attuato. Dal punto di vista internazionale il governo non riesce a superare il blocco e l’isolamento che è derivato dall’espulsione dalla Organizzazione degli Stati Americani (Osa): nonostante i vari tentativi e le pressioni anche da parte del segretario di Stato statunitense Hilary Clinton, l’Honduras non è ancora stato riammesso. Inoltre rimane insoluta la questione del ritorno di Zelaya e di tutti gli esiliati dal paese e l’amnistia concessa ai i golpisti. Molti degli autori materiali temono il giudizio internazionale, consapevoli delle loro azioni e del fatto che ci sono precedenti di condanne, come per Pinochet e alcuni militari argentini.

Il prossimo 4 novembre il paese Honduras dovrà presentarsi al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per il cosiddetto EPU, Esame Periodo Universale per la valutazione sul rispetto dei diritti umani nel paese…
Il quattro novembre il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite avrà il compito di valutare il rispetto e l’adempimento degli obblighi internazionali con rispetto al diritto internazionale umanitario negli ultimi quattro anni in Honduras. Nel mio paese, dall’aprile di quest’anno, si è costituito un Gruppo strategico EPU-Honduras, formato da varie realtà tra cui l’Associazione dei Giudici per la Democrazia, il Collettivo delle Donne dell’Honduras (Codemuh), il Frente degli Avvocati in Resistenza. Rappresentanti del Gruppo si recheranno a Ginevra in occasione dell’EPU presentando un documento da loro elaborato dal titolo “Principali preoccupazioni sulla situazione dei Diritti Umani in Honduras – periodo 2006-2010”
In questa occasione qualunque tipo di pressione può essere di aiuto. Chiediamo che i rappresentanti dei paesi membri del Consiglio non accettino la posizione di Lobo e che tengano in considerazione le denunce sulle continue e quotidiane violazioni dei diritti umani in Honduras.

La rifondazione del paese attraverso la convocazione di una Assemblea Nazionale Costituente è il progetto del Frente. Lobo ha parlato di possibilità di dialogo sulla Costituente…
Il Frente ha raccolto quasi 1.500.000 (1.342.876 sono state presentate il 17 settembre scorso nella sede del Sindacato dei Lavoratori dell’Industria delle Bevande - Stybis – ma continuano ad arrivare dai villaggi meno accessibili). Questa cifra significa più della metà degli aventi diritto al voto: più dei voti con cui è stato “eletto” Lobo. Questa è vera espressione di volontà popolare.
Oggi il governo illegittimo di Lobo sta cercando di assumere come proprie le proposte del Frente cercando così di neutralizzarle. Sotto la direzione del Pentagono e del Dipartimento di Stato degli Usa, stanno cercando di far rivivere il pessimo Accordo di San Josè nelle parti al governo più convenienti: la commissione per la Verità, il Ministero della Giustizia e Diritti Umani, la Riforma della Costituzione attraverso un plebiscito, la Costituente e il recupero del concetto di governo di riconciliazione e unità nazionale.
Durante un’assemblea straordinaria dei delegati del Frente provenienti da tutto l’Honduras, svoltasi in Nicaragua nella prima settimana di ottobre, il Frente ha sancito il suo rifiuto alla proposta di dialogo presentata dal titolare del regime honduregno Porfirio Lobo, per ”discutere” sul progetto di installare un’Assemblea Costituente, ritenendo la proposta una trappola per delegittimare il progetto della resistenza. Per il Frente, accettare questo invito vorrebbe dire permettere al regime di fare un altro passo verso il consolidamento del golpe e il ritorno dell’Honduras nell’Osa. Inoltre hanno invitato la Resistenza, ma escluso il suo coordinatore nazionale, l’ex presidente Zelaya, e hanno anche convocato un’infinità di organizzazioni golpiste. L’obiettivo è lasciarci in minoranza.

Sei un medico Garifuna, e membro del Frente, sei stato vittima di minacce e l’ospedale in cui lavori è stato attaccato e chiuso durante il golpe. Per quale motivo attaccare un ospedale?
Non posso parlare dell’ospedale senza parlare della solidarietà del popolo cubano. Nel 1999, dopo l’invio di medici cubani per aiutare le popolazioni colpite dall’urgano Mitch, è stata fondata all’Avana, in Cuba, la Escuela Latinoamericana di Medicina, ELAM, dove io mi sono laureato come “uomo di scienza e di coscienza”. L’obiettivo della scuola è permettere a coloro che non ne avrebbero la possibilità e che provengono dai paesi poveri (dall’America Latina e Centrale all’Africa fino all’Asia per un totale oggi di studenti provenienti da 76 paesi) di formarsi come medici per poter tornare nei paesi di origine e dare il loro contributo.
L’ospedale “Primo Ospedale Garifuna”, inaugurato nel 2007, si chiama così perché è il primo dopo 214 anni di presenza della comunità indigena Garifuna nel paese. È nato grazie ad un’iniziativa di medici garifuna laureati alla ELAM, costruito materialmente dalla comunità e dalla sua apertura ha fornito assistenza sanitaria gratuita a quasi mezzo milione di persone povere della zona (nda costa atlantica, nord del paese).
Prima del golpe avevamo siglato un accordo con il governo di Zelaya che ci garantiva una fornitura base di medicinali e la possibilità di assumere 4 medici. Con il contributo per pagare 4 medici ne pagavamo 12.
L’ospedale è stato occupato dai militari durante il golpe perché la sua esistenza è una sfida al sistema: con questo progetto dimostriamo che una sanità gratuita è possibile. Ovviamente tutti gli accordi precedenti sono stati annullati.
Oggi abbiamo riaperto ma sopravviviamo grazie a donazioni e rappresentiamo l’unica istituzione che salva vite ad una popolazione privata del diritto alla salute, sancito da innumerevoli dichiarazioni ONU. In Honduras è in atto da tempo, e oggi portato avanti con maggior forza, la privatizzazione della sanità, anche grazie alla cancellazione del debito estero da parte dell’Italia che aveva posto il vincolo che i fondi fossero destinati al progetto di decentralizzazione della sanità: lo stato non è più responsabile e compra i servizi dai privati, mercificando così la salute dei cittadini. Per noi fornire assistenza medica gratuita è uno dei tanti modi di fare resistenza.

Cosa chiede il Frente ai movimenti sociali europei?
Chiediamo che ci accompagnino nella lotta, denunciando le persecuzioni, gli omicidi selettivi di sindacalisti, giornalisti, contadini, donne e uomini in resistenza, le continue violazioni dei diritti umani. Chiediamo che si rompa il cerchio mediatico e si ottenga giustizia per i crimini di lesa umanità commessi durante e dopo il golpe.

Anna Camposampiero
in data:23/10/2010

http://www.liberazione.it/news-file/Honduras--il-golpe-dimenticato----LIBERAZIONE-IT.htm

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