mercoledì 21 luglio 2010

«Alternativa in campo subito». Le "Fabbriche di Nichi" al via

Primo appuntamento nazionale dei laboratori nati attorno al governatore della Puglia. Nervosismo Pd sfidato sulla leadership

Angela Mauro
San Giorgio (Bari) - nostra inviata
Che l'impresa sia difficile, lo si capisce subito. Dal gergo, impronunciabile. "Eyiafjallajokull. Eruzioni di buona politica". Per dire che, spiegano dalle Fabbriche di Nichi, «siamo nati in una situazione complessa e accettiamo la sfida». Villaggio Baia San Giorgio, pochi kilometri a sud di Bari. Il mare è stupendo e il vulcano islandese che ha scombussolato i piani delle compagnie aeree alcuni mesi fa è lontano, ma la simbologia della "forza della natura" qui la usano tutta. «Vogliamo scombussolare la politica, quella cattiva che predomina oggi», ti dicono. Tre giorni di "stati generali" delle Fabbriche di Nichi, primo appuntamento nazionale di questi laboratori nati in tutt'Italia e anche all'estero dopo le primarie del gennaio scorso e le regionali in Puglia, intorno alla figura di Vendola, da sempre candidato alla premiership nazionale del centrosinistra alle prossime politiche che sembrano sempre più vicine. «Allora è vera la fabbrica di Nichi, non esiste solo sul web!». Su uno dei palchetti allestiti per interventi e workshop (che qui si chiamano Frabbicamp) uno dei ragazzi dà il benvenuto. E "il viaggio al centro del vulcano" ha inizio.
Attese duemila persone, dicono dall'organizzazione, tanti sono quelli che si sono già registrati via internet. "L'operaio Nichi", come si definisce lui stesso, si presenta intorno alle 17.30. Giretto verso il mare con telecamere e giornalisti, ressa e sudore. Specifica: «C'è una cosa che non so fare, pronunciare il nome del vulcano islandese…». Per il resto le idee ce le ha chiare. Soprattutto nei confronti del Pd, che già gli risponde male sul tema delle primarie per la leadership del centrosinistra, rilanciate proprio l'altroieri dal governatore pugliese («Sfido Bersani», ha detto al Fatto). Curioso che gli ribattano proprio i Giovani Democratici. «E' prematuro pensare alle primarie», dice Filippo Raciti, responsabile - per l'appunto - dei giovani piddini. «Prematuro cercare il leader», aggiunge Serracchiani. «Ma come? Il governo si sfascia e lui pensa alle primarie?», si agita pure Madia. Veleni. E ce ne saranno altri. «La crisi non può essere vissuta aspettando giorno per giorno che Berlusconi si consumi - replica Nichi - Bisogna mettere in campo già da ora l'alternativa». E qualora non fosse chiaro: «Anche il centrosinistra ha bisogno di autoriforma perché sennò non si spiegherebbe perché, proprio mentre si apre una crepa alla corte di Cesare (Berlusconi, ndr), il Pd cala nei sondaggi. Le Fabbriche sono nate in Puglia perché qui prima di sconfiggere la destra, abbiamo sconfitto la sinistra...». Promette eruzioni, maremoti, «perché la marea nera non c'è solo in Messico, ma è anche qui e avvelena la politica». Apre la tre giorni con un «discorso sulle tenebre e sul buio», per chiudere, domattina, con uno «su luce e buona politica». Genesi, Bibbia e testamenti non potevano essere più citati.
Ma di che si parlerà in questi giorni? Guardi il programma e devi sapere l'inglese. "Win for left", ovvero «la strada per vincere. Come ricreare una coalizione sociale della sinistra». «La politica ai tempi dello "user generated content"», per parlare di politica, web e comunicazione. "Brave new word", ossia "le parole di Obama", l'ispirazione abita anche negli Stati Uniti, ovvio. E così quello dedicato al presidente Usa è uno dei seminari d'obbligo degli stati generali. Scorri ancora e devi usare un po' di immaginazione. "Donne in precar-riera", per parlare di «femminilizzazione e precarietà del lavoro». Vai ancora avanti e ci trovi "Casa nostra", che vuol dire «la nuova antimafia tra partecipazione e territorio». E poi modalità nuove ma nemmeno tanto. "Bed sharing", lo hanno chiamato per dire che ognuno degli "operai" delle Fabbriche pugliesi ha messo a disposizione un letto per dare ospitalità ai colleghi delle altre regioni. "Coach surfing" di sicuro avrebbe reso meglio l'idea, con minori ambiguità per lo meno. Al di là delle specifiche, «funziona», dice Nicola Cirillo, un ragazzo che prenderà addirittura la parola sul tema in uno dei seminari di oggi. «Perché l'ospitalità è un bene comune, come l'acqua. Ed è cosa antica: gli americani hanno inventato il coach surf, ma gli antichi greci già lo praticavano…». L'ispirazione talvolta può essere nostrana.
Linguaggio innovativo, brand e gadgets. Perché oggi la comunicazione va così, "no logo" non funziona. Una borsa firmata "le fabbriche di Nichi"? Quindici euro. Telo da mare? Venti. E vanno a ruba. Oggi il primo esperimento di diretta web per i dibattiti. «Vogliamo fare una radio delle Fabbriche», dice Martina Leo, della Fabbrica di Roma. La prima giornata intanto è finita. Saluti, strette di mano e conoscenze nuove. Ma anche vecchie. Al villaggio Baia San Giorgio arriva l'ex consigliere capitolino noglobal Nunzio D'Erme con altri romani. Potrebbero arrivare visite dai centri sociali del nord est, che, dopo anni di gelo, hanno riallacciato i rapporti con il governatore pugliese (ospite al loro Sherwood Festival lunedì scorso). Si vedrà. La prima giornata intanto si chiude con il "Vulcano party". E non poteva essere altrimenti.

Liberazione 17/07/2010, pag 4

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