mercoledì 21 luglio 2010

Milano 2011, «le primarie che vorremmo» Primo candidato: Giuliano Pisapia

Iniziativa di Arci e Uisp per le comunali: dal basso, senza delega ai partiti. Sì da Prc, SeL, associazioni

Daniele Nalbone
Per una Milano diversa, ecco «le primarie che vorremmo».
Tra meno di un anno si vota per le comunali ed Emanuele Patti di Arci Milano, Antonio Iannetta di Unione italiana sport per tutti e Nicola Iannacone di Arciragazzi hanno lanciato un appello in vista delle elezioni del 2011. «Saranno elezioni decisive per la città» scrivono i portavoce di un'importante fetta del mondo dell'associazionismo milanese: «crediamo che Milano possa cambiare a patto che, a partire dalle primarie, si costruisca un processo capace di coinvolgere tutti coloro che, per rimettersi in gioco, non si accontentano di aderire a questo o a quel candidato scelto dai partiti». Un'idea, quella di primarie vere, politiche con la "p" maiuscola, che ha incontrato il favore di un'ampia parte della sinistra: se, infatti, tra le prime firme ad essere apposte all'appello spicca quella di Miriam Pelagio, portavoce della Fabbrica di Nichi di Milano, Luciano Muhlbauer, coordinatore cittadino di Rifondazione Comunista, aderendo a "le primarie che vorremmo" sottolinea; «se la scelta del programma e del candidato da opporre alla Moratti e ai diciassette anni di governo del centrodestra viene delegata unicamente alle segreterie dei partiti, il rischio è che si ripeteranno gli schemi passati, le relative divisioni e, soprattutto, le conseguenti sconfitte».
Le primarie, quindi, in un momento politico milanese che vede come unico elemento di novità e di freschezza la candidatura, presentata ieri pomeriggio al Teatro Litta, di Giuliano Pisapia (avvocato penalista, ex deputato Prc) «non saranno la soluzione di tutti i mali» spiega Muhlbauer «ma ad oggi sono l'unico strumento concreto che permetta la partecipazione e la costruzione di un'unità trasparente ed efficace delle opposizioni».
«Le primarie» spiegano Patti, Iannetta e Iannacone «non dovrebbero servire solamente a proclamare un vincitore e uno sconfitto che sanciscano la scontata prevalenza di uno schieramento politico sull'altro: questo non basta e non può bastare». E allora, questo «esperimento di democrazia dal basso» che sono le primarie «dovrà non solo essere il più aperto possibile per restituire ai cittadini il gusto della partecipazione, ma essere aperto a più soggetti». Non due o tre, ma tanti candidati, quindi, per dar vita ad uno schieramento plurale «che garantisca un vero confronto sui contenuti».
Così, dal mondo dell'associazionismo milanese ecco due punti su cui iniziare, almeno, una discussione. Primo: «è necessario che alcuni soggetti autonomi dai partiti si siedano attorno a un tavolo per elaborare quattro, cinque punti irrinunciabili e vincolati, una cornice di programma per cominciare ad immaginare una città diversa da quella che siamo costretti a vivere». Quindi, una volta creata la cornice, fatta di ecologia, mobilità, politiche migratorie, scuola, sport, diritti, dentro la quale fare politica «ognuno dei candidati alle primarie dovrebbe sottoscrivere una sorta di fedeltà degli impegni presi».
Secondo punto: comunque vadano a finire le primarie, tutti i candidati dovranno impegnarsi a far parte dello schieramento che nel 2011 cercherà di liberare Palazzo Marino dal governo del centrodestra. «Così facendo i cittadini potranno davvero puntare sul loro candidato senza avere la sensazione di partecipare al solito gioco delle primarie truccate, e i partiti del centrosinistra potranno dimostrare con i fatti che hanno capito che la politica non può più essere un affare per pochi eletti».
L'impegno del mondo dell'associazionismo e l'apertura ai reali problemi cittadini dei partiti della sinistra per cambiare le sorti di Milano non si fermano, quindi, all'appoggio nei confronti della candidatura alle primarie di Giuliano Pisapia. Perché, secondo i primi firmatari dell'appello, Carlo Dalla Chiesa dell'associazione 11 Metri, Francesca Francesca Terzoni del Comitato Primo Marzo, Luca Fazio e Giorgio Salvetti de Il Manifesto e, come detto, Miriam Pelagio della Fabbrica di Nichi e Luciano Muhlbauer del Prc, l'unico percorso da intraprendere per sottrarre Milano al dominio del centrodestra inizia con delle primarie aperte, vere, partecipate.

Liberazione 13/07/2010, pag 4

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