lunedì 12 luglio 2010

La rifondazione di Izquierda Unida

Ramon Mantovani
Si è svolta a Madrid sabato 26 giugno l'Assemblea per delegati di Izquierda Unida (Iu) detta «della rifondazione della sinistra».
Dopo il Congresso Nazionale di un anno e mezzo fa, che ha messo fine alle divisioni interne e alla fase di subalternità al Psoe di Zapatero, che ha eletto un gruppo dirigente totalmente rinnovato e un nuovo coordinatore nella persona di Cayo Lara, Izquierda Unida ha lanciato una lunga fase di rifondazione della sinistra.
Lo ha fatto prima organizzando centinaia di forum, sia territoriali sia tematici, aperti a ogni persona si riconoscesse nella prospettiva anticapitalista e poi con l'assemblea di sabato scorso, che ha visto la partecipazione di 450 delegati eletti fra gli iscritti di Iu, 300 in rappresentanza di più di 50 organizzazioni locali e tematiche non appartenenti a Iu e 150 invitati.
La Rifondazione della Sinistra che Iu propone continua sulla base di un Appello alla Sinistra che l'assemblea ha approvato con una decina di voti contrari e astensioni e si concluderà nel 2012, quando si svolgerà un congresso con il compito di dare vita a una nuova formazione politica e di inverare l'originario progetto di far diventare Iu non un partito bensì un "movimento politico-sociale".
Ovviamente questo processo unitario è facilitato dalla chiarezza determinata dalle scelte economiche del governo di Zapatero, che non hanno nulla da invidiare a quelle del governo Berlusconi, e che per questo hanno messo fine, in Iu e anche nel Partito Comunista Spagnolo, ad ogni illusione di possibile collaborazione di governo (Iu aveva anche, negli anni scorsi, scelto l'astensione sulle finanziarie del governo). Ed è sostenuto da una sorta di disincanto di molti elettori del Psoe che i sondaggi prevedono in trasmigrazione verso Iu e dalla crescita delle lotte. In particolare è molto interessante la dinamica che si è accesa nel sindacato visto che nell'ultimo congresso le Comisiones Obreras (Cc.Oo.) è stato vinto dalla sinistra interna (molti dirigenti della quale sono interni a Iu) e che il sindacato tradizionalmente vicino al Psoe (Ugt) non esita ad attaccare duramente il governo. Tutte le organizzazioni sindacali spagnole hanno convocato uno sciopero generale per il 29 settembre. E bisogna sapere che, nonostante il basso tasso di sindacalizzazione, gli scioperi generali in Spagna paralizzano totalmente il paese in tutti i settori, anche perché allo scoccare della mezzanotte migliaia di ronde e picchetti per 24 ore impediscono l'apertura di negozi, fabbriche e servizi.
Il clima dell'assemblea era di grande entusiasmo e di fiducia. Una vera inversione di tendenza rispetto a più di dieci anni di scontri e divisioni che avevano prostrato l'organizzazione ripiegandola su se stessa. Anche perché gli "sconfitti", dialoganti col Psoe, che la stampa prevedeva in procinto di fare una scissione, in questi ultimi due anni si sono integrati pienamente nel processo di rifondazione e, nei loro interventi, hanno criticato apertamente e duramente il governo Zapatero.
Si può ben dire che gran parte del merito di questo successo si deve anche all'ultimo congresso del Partito Comunista Spagnolo (Pce) che ha contribuito molto a disegnare e promuovere la "rifondazione", anche ribadendo la propria scelta (che nessuno ha mai messo in discussione apertamente ma che avrebbe potuto esserlo nel caso Iu avesse continuato con la subalternità al Psoe) di continuare ad essere parte di Iu pur cedendole la sovranità relativa alle elezioni.
Domenica 27, dopo 12 anni che non lo faceva, Izquierda Unida ha organizzato una manifestazione nazionale. Per le vie del centro di Madrid decine di migliaia di militanti hanno portato cartelli e gridato slogan contro il governo. La storica Plaza Mayor si è riempita di migliaia di bandiere di Iu, di quelle tricolori della Repubblica (quelle della guerra civile) e soprattutto della bandiere rosse con falce e martello del Pce.

0Liberazione 3/07/2010, pag 10

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