lunedì 12 luglio 2010

«La tenuta del giornale è la scelta di esistere per Rifondazione»

Se dieci giorni di festa vi sembran pochi, tutti a carico - spalle, fegato, entusiasmo - di un solo circolo: il già noto "Che Guevara" (Laurentino 38, Roma). Dieci giorni festanti nel nome di Liberazione , non è da tutti. Loro ce l'hanno fatta, alla grande. I dati ce li ha sulla punta delle dita il segretario del circolo medesimo, Luca Fontana (un nome che non ci è sconosciuto...). Dentro un intero parco, quello del Caravaggio, ben piantati e distribuiti qualcosa come 22 stand e un palco centrale; colorati giochi gonfiabili (gran festa anche per i più piccoli); cucina, ristorante e bar; libreria Rinascita; tenda "Insensoinverso" dell'omonima associazione, quella che si occupa dei corsi di italiano per stranieri; artisti, pittori e scultori; Roberta che dipinge magliette; venditori a buon prezzo di giocattoli, bigiotteria, dolci; compagni pdci in apposito stand. Nonché il mago Andres (un "vero" mago che ci ha regalato due domeniche di magico divertimento...).
Dieci lunghi giorni, tutti ben riempiti. Un centinaio a seguire il dibattito tra gli ambasciatori del Venezuela e della Bolivia e Ramon Mantovani (con cena annessa); domande e risposte sull'Università; incontro con il direttore di Liberazione Dino Greco. Non è mancato nemmeno un «corso di formazione», a cura di Claudio Bellotti. Naturalmente, non si vive di solo pane. Così lì nel parco del Caravaggio, tra alberi e gazebo, ci si è dati da fare parecchio anche con musica, spettacoli, giochi. Visti notevoli assembramenti al torneo di subbuteo; vista variopinta e bellissima mescolanza alla festa multietnica (con annesso concerto) del Bangladesh; visti tanti in allegria a vedersi la partita sul maxischermo allestito a cielo aperto. E successo dei concerti, emozionanti il gruppo dei Laycos in Fabula (canzoni d'autore folk), dei Greyhound CS (cover di De Andrè molto eleganti), del Canzoniere della Memoria (canti di lotta che non passano di moda).
Giorni pieni, pieni anche di folla (il doppio dell'ultima volta); e giorni portatori di discreto incasso (ciò che non guasta, visti i tempi che corrono...). Avanti c'è posto, lì al Caravaggio, cena a parte, era tutto gratis, dal biliardino, al torneo, ai concerti, agli stand.
Hanno lavorato in tanti, al Che Guevara, per tirar su la dieci-giorni-dieci, almeno in 70 tra iscritti e simpatizzanti e, tra circoli, si sono dati una scambievole mano (buon esempio). Dulcis in fundo, Liberazione strillata e venduta tutte le dieci sante sere.
Anche noi siamo passati una sera, alla festa, tutto bene, tutto okey, prova provata che, se si vuole, si fa. Ma, Luca, permettimi una domanda: perché non c'era il mohito???
M.R.C.

Liberazione 04/07/2010, pag 3

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